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Sardegna In Viaggio – Escursioni in Sardegna

Il Blog di Sardegna in Viaggio

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Grotte di Nettuno a piedi: storia, curiosità e i 654 scalini dell’Escala del Cabirol

Tra i simboli più spettacolari e ritratti di Alghero c’è il promontorio di Capo Caccia, un’imponente parete calcarea che si tuffa a picco nel mare della Riviera del Corallo. Oltre alle sue famose cavità marine, questo luogo racchiude una storia affascinante e una delle scalinate panoramiche più famose d’Italia: l’Escala del Cabirol.

In questo articolo vediamo nel dettaglio quanti scalini affrontare, la storia del nome del promontorio e come visitare l’area in totale sicurezza.

Perché si chiama Capo Caccia? La storia del nome

L’origine del toponimo Capo Caccia affonda le sue radici nelle abitudini della nobiltà locale e dei viaggiatori dei secoli scorsi. Il promontorio era infatti un punto di ritrovo privileged per la caccia ai piccioni selvatici e alle procellarie che nidificavano numerose tra le insenature delle falesie.

I cacciatori percorrevano in barca la base della scogliera per praticare la battuta di caccia direttamente dal mare. Da questa consuetudine è nato il nome con cui ancora oggi identifichiamo l’intero complesso roccioso protetto dal Parco Naturale Regionale di Porto Conte.

Escala del Cabirol e Grotta di Nettuno: Quanti scalini ci sono?

La domanda più frequente per chi desidera visitare la Grotta di Nettuno via terra riguarda proprio lo sforzo fisico richiesto: quanti scalini ci sono a Capo Caccia?

La risposta esatta è 654 gradini. La scalinata, progettata dall’ingegnere Antoni Elies e inaugurata nel 1954, prende il nome catalano di Escala del Cabirol (ovvero “Scalinata del Capriolo”) per via del tracciato arrampicato sulla roccia adorno di zig-zag che ricorda l’agilità dell’animale selvatico.

Difficoltà e consigli per affrontare i 654 gradini

Se la discesa regala scorci fotografici unici sull’Isola Foradada e sul mare aperto, la risalita richiede una minima preparazione fisica:

  • Sforzo fisico: Risalire 654 gradini sotto il sole estivo equivale a salire circa 30 o 40 piani di un palazzo. È fondamentale gestire il passo senza fretta.
  • Calzature idonee: Evita assolutamente ciabatte o infradito. Occorrono scarpe da ginnastica con un buon grip o scarponcini da trekking.
  • Orari migliori: Durante l’estate è consigliabile percorrere la scalinata nelle ore meno calde della giornata o nel tardo pomeriggio per evitare l’esposizione diretta ai raggi solari.

Cosa fare e vedere a Capo Caccia oltre la grotta

Il promontorio di Capo Caccia non si limita alla visita sotterranea. L’area esterna sopraelevata offre sentieri naturalistici immersi nella macchia mediterranea che permettono di esplorare la riserva da una prospettiva rialzata e selvaggia.

Percorrendo le tracce panoramiche lungo la cresta è possibile avvistare il Faro di Capo Caccia, osservare il volo dei rari grifoni e dei falchi pellegrini e godere di una vista impagabile sull’intera insenatura di Porto Conte.

Scopri Capo Caccia con la guida di Sardegna in Viaggio

Esplorare le falesie costiere di Alghero al di fuori delle rotte più turistiche permette di cogliere l’anima autentica di questo territorio. Per camminare lungo i sentieri di Capo Caccia senza ansie di orientamento o pericoli legati al terreno calcareo sconnesso, è sempre preferibile affidarsi a una guida locale esperta.

Sono Simone Sechi, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE ad Alghero e fondatore di Sardegna in Viaggio. Organizzo trekking ed escursioni guidate lungo le scogliere di Porto Conte e nei punti più panoramici del Nord Sardegna, garantendo sicurezza, racconto del territorio e copertura assicurativa infortuni inclusa.

Se vuoi organizzare una camminata lungo la costa o cerchi informazioni sui prossimi itinerari guidati, consulta le nostre escursioni a Capo Caccia al tramonto oppure mandami un messaggio su WhatsApp o un’email a info@sardegnainviaggio.com.

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